Emerson Lake & Palmer Tribute Project : Evento musica progressiva il 15 Gennaio 2011

Emerson Lake & Palmer Tribute Project

Evento musica progressiva

Gli Elp Tribute Project sono un gruppo di tre musicisti che suonano da anni covers di Emerson Lake & Palmer. Fabio Mancini (tastiere), Mauro Aimetti (chitarra, basso e voce) e Filippo Valnegri
(batteria) hanno formato la band tra il 2007 e il 2008 e già tenuto concerti in Italia ed in Europa riscuotendo enormi successi. In questi giorni sono impegnati in un tour negli Stati Uniti. Il 1 maggio hanno suonato a Varese presentando i pezzi che hanno messo in programma per il tour americano.

J: Come è nato il vostro gruppo e a chi è venuta l’idea di crearlo?

Mauro: “Io, già da quando avevo 14 anni, suonavo con il gruppo “Capolinea” . Eseguivamo brani dei King Crimson, come “In the court of the Crimson King”, e degli Emerson Lake & Palmer, come “Lucky man”, “Take a pebble”, “The barbarian”, “Epitaph”. Successivamente io ho approfondito i miei studi funky e fusion negli US. Ho abbandonato il prog rock per anni e ho suonato jazz rock, sempre come bassista. Poi, un giorno, andando a sentire, a Como, un concerto di Carl Palmer (in trio), sono rimasto entusiasta e ho pensato che quella musica aveva ancora un impatto tremendo, come 35 anni fa. A quel concerto ho visto poi, oltre tutti i fan storici, con i pacchi di vinili da far autografare, anche tanti giovani, al disotto dei 15 anni, che cantavano all’unisono Tarkus e Bitches Crystal. I giovani scaricano questa musica da internet. Allora mi è venuta l’idea di creare un gruppo di professionisti che celebrasse un tributo agli ELP. Ho suonato con diversi musicisti prima di conoscere Fabio e Filippo, con cui c’è stato feeling da subito. Anche Fabio studiava la musica degli ELP da anni”.

Fabio: “Io suonavo con i “The watch”, e avevo tenuto con loro concerti in Europa. Avevo già suonato “Tarkus”, “Fanfare for the common man” ed alcuni brani del cd degli ELP del ’92. Quando mi sono incontrato con Mauro, nel giro di un mese abbiamo organizzato una scaletta di pezzi. E questi pezzi sono stati via via sempre migliorati”.

Mauro: “Il tour europeo che abbiamo fatto del 2008 è stato per noi molto importante. Ricorreva proprio allora il 35mo anniversario della pubblicazione di “Brain Salad Surgery”. Eravamo stati invitati a suonare insieme all’Orchestra Sinfonica di Amburgo e questo evento ha cambiato molto in positivo la mia vita e la mia carriera”.

Fabio: “Ci mancava solo l’ultimo pezzo da affrontare: “Pictures at an exhibition”. Quest’opera di M. Mussorgskj era importante perché ci permetteva di confrontarci con un’orchestra sinfonica”.

Mauro: “Eravamo il primo gruppo rock ad essere ospitato in un teatro insieme ad un’orchestra sinfonica che esisteva già dal ’56. Era un esperimento. Quando abbiamo suonato “Knife Edge” avevamo paura di essere fuori posto, invece, quando il brano è finito, c’è stato un tripudio del pubblico. E quando abbiamo suonato “La grande porta di Kiev” gli abbonati della stagione sinfonica, che non sono avvezzi al progressive rock, hanno applaudito per ben 4 minuti. Il pubblico del loggione si era alzato in piedi. Allora abbiamo capito che li avevamo conquistati. Alcuni orchestrali, quando siamo entrati, non ci hanno nemmeno salutati, altri, invece, alla fine della serata, ci hanno fatto i complimenti. Nel ’73 gli ELP avevano suonato “Trilogy” su quel medesimo palco. E qualcuno di quegli orchestrali ricordava di aver suonato con gli ELP e addirittura con i Nice. Sull’organo a canne della sala, nel ’73, Keith Emerson aveva suonato la Promenade da “Quadri di un’esposizione” di Mussorgskj. Quindi in quel teatro c’era un’aria magica”.

Filippo Valnegri, il batterista, ha 24 anni, è l’ultimo arrivato del gruppo ed ha un grande talento. Di tutti i batteristi che hanno suonato con gli Elp Tribute Project è quello che più di tutti si avvicina a Carl Palmer. E’ figlio di musicisti ed ha ascoltato la musica egli Elp sin da bambino.