JAMES MADDOCK, DAVID IMMERGLUCK E ALEX VALLE + THE AROOSTERCRATS.: Evento folk rock il 02 Febbraio 2016

JAMES MADDOCK, DAVID IMMERGLUCK E ALEX VALLE + THE AROOSTERCRATS.

Evento folk rock

IL 2 FEBBRAIO AL CLUB IL GIARDINO JAMES MADDOCK NON SARA' ACCOMPAGNATO SUL PALCO DALLA SOLA CHITARRA DEL GRANDE DAVID IMMERGLUCK MA CI SARANNO BEN TRE CHITARRISTI, CON I DUE SUONERA' ANCHE ALEX VALLE CHITARRISTA STABILE DI DE GREGORI, SERATA VERAMENTE IMPERDIBILE!!!!!

L'ispirato songwriter in un “dream-trio” con il chitarrista dei Counting Crows e quello di De Gregori.
È un trio davvero eccezionale quello che si presenta per la Buscadero Night di febbraio. Non bastava James Maddock, ovvero uno dei songwriter più intensi e ispirati del nuovo millennio; non bastava Alex Valle, uno dei sideman italiani più richiesti, abituale collaboratore di Francesco De Gregori; ecco allora a completare il trio David Immergluck, mitico chitarrista dei Counting Crows e compagno di avventure musicali di Maddock nel duo Jimmy & Immy. Memori del concerto di Maddock con la sua band a Maison Musique del 2012, di quello, sempre a Maison Musique, di Maddock e Immergluck in duo, della partecipazione di Maddock al Light of Day 2014. Possiamo garantirvi un concerto assolutamente fantastico.

James Maddock è nato e cresciuto a Leicester in Inghilterra, ma la sua carriera musicale è incominciata e si è sviluppata negli Stati Uniti. S’innamora di una donna e arriva a New York. Poi la storia finisce ma lui resta lì e, come nei film di Woody Allen, New York si anima e diventa un personaggio che lo accompagnerà sempre, caratterizzando in modo indelebile la sua scrittura. Nel 2000 è il leader della band Wood con cui realizza l’album Songs from Stamford Hill che gli permette di firmare un contratto con la Columbia Records. Il singolo estratto dal disco, Stay You, entra in classifica e viene incluso nella colonna sonora della fortunata serie televisiva Dawson’s Creek. Maddock inizia a suonare dal vivo al fianco di personaggi come Paula Cole, Train e Susan Tedeschi. Si chiude la parentesi con i Wood e Maddock si rifugia nel Lower East Side lontano dai palchi e senza incidere dischi per diversi anni. Il 2009 è l’anno del grande ritorno per il suo primo album solista dal titolo Sunrise on Avenue C che riceve prestigiosi premi e riconoscimenti come i NY Music Awards. Il celebre giornalista musicale Vin Scelsa va in brodo di giuggiole e recensisce così l'album: ...mi ero completamente innamorato della musica di James Maddock intorno al passaggio del secolo quando la sua band Wood pubblicò Songs from Stamford Hill. Il mio cuore si spezzò quando James lasciò le scene senza alcuna spiegazione. Di tanto in tanto ho cercato di seguirlo attraverso internet e non ho mai smesso di ascoltare le canzoni dell’unico album dei Wood caratterizzate da quel malessere agrodolce che è la sintesi della musica. Immaginatevi la mia euforia quando ho scoperto che alla fine di questa decade James viveva e lavorava proprio sotto il mio naso a New York, lontano dal mio radar, affinando le sue abilità, aspettando il suo tempo. Ma la sorpresa più grande è stata ascoltare le sue nuove composizioni, di una bellezza struggente, di squisita fattura, che hanno ripreso il filo proprio dove Stamford Hill ci aveva lasciato. Il talento di James Maddock ha una qualità fuori dal tempo che può dividere solo coi più grandi cantautori. La sua musica tocca l’anima. Sono davvero felice che sia riapparso nel mio radar. Il mondo intero ha bisogno di artisti come lui!
Sunrise on Avenue Cscala in poco tempo le prime posizioni delle classifiche radiofoniche. La voce roca e soffusa di Maddock trasuda whiskey, dolcezza e disperazione e ricorda il Rod Stewart più ispirato e Steve Forbert. Ballate metropolitane, sincere, che sanno di vita vera, di belle ragazze che volano via, di chance buttate al vento e di albe indimenticabili come quella sulla Avenue C di New York. In pochissimo tempo Maddock si impone grazie alla sua voce così particolare ma soprattutto per quell’urgenza poetica, l’immediatezza espressiva e un pizzico di romanticismo da bohemienne. Arriva poi il fondamentale incontro con Mike Scott, leader della band irlandese Waterboys, con il quale inizia a scrivere canzoni a quattro mani, tra cui la splendida Beautiful Now che Maddock include nel delizioso Wake Up and Dream, pubblicato nel 2011. È questo il disco della consacrazione per il rocker di Leicester che si ritaglia un ruolo da protagonista nel panorama del songwriting mondiale. Nel 2013 pubblicaAnother Life, una raccolta di ballate elettro acustiche che vede la partecipazione di Larry Campbell, storico collaboratore di Bob Dylan. Nel 2013 condivide il palco con Bruce Springsteen, Garland Jeffreys e Willie Nile al Paramount Theatre di Asbury Park nel concerto conclusivo del Light of Day, l'iniziativa per la raccolta di fondi per la ricerca contro il Morbo di Parkinson che tocca ogni anno anche il FolkClub. Nel 2014 esce per l'etichetta italiana Appaloosa The green, con le traduzioni in italiano di tutti i testi di Maddock.

Maddock e la sua band suonano spesso dal vivo, soprattutto in un locale cult del Village, Il Rockwood Music Hall. Durante uno di questi live avviene l’incontro con David Immergluck, chitarrista della rock band di fama mondiale Counting Crows oltre che dei Camper Van Bethoven e di John Hiatt per il pluripremiato album Crossing Muddy Waters. Immergluck e Maddock incominciano a frequentarsi e a suonare spesso insieme. Esiste un bellissimo disco intitolato Jimmy & Immy, registrato dal vivo al Rockwood Music Hall, che testimonia il feeling eccezionale tra questi due musicisti. Un disco potente, loro due soli sul palco, con le chitarre acustiche e il mandolino.

Alex Valle. Polistrumentista formatosi in America (ha studiato a Nashville con Jeff Newman e a Washington DC con Mike Auldridge), è specializzato in chitarre slide, pedal steel e dobro. È uno dei session man più richiesti in Italia, lo dimostra l'elenco delle sue collaborazioni: Lucio Dalla, Enrico Ruggeri, Luigi Grechi, Alan Sorrenti, Vernice, Little Tony, Ron. All'estero ha collaborato con personaggi quali Chris White (Dire Straits/Robbie Williams), Steve Philips (Notting Hillbillies), Sons of the Desert, Richard Bennet (Mark Knopfler), Greg Trooper.
Da anni fa parte stabilmente della band di Francesco De Gregori.
THE AROOSTERCRATS

Si sono incontrati a Verona , la città di Romeo e Giulietta e dell'Arena che ospita da anni concerti importantissimi. Correva l'anno 2009 e Mark Pagnozzi australiano trapiantato in Italia e Lukasz Kurowsky polacco , frequentano lo stesso insegnante di violino. I due musicisti pur avendo un background musicale diverso si innamorano del folk , contaminandolo con varie influenze. Iniziano quasi per gioco a girare locali e suonare per strada anche in vari festival , Mark voce e chitarra e Lukasz al violino, un duo che dall'Italia ti porta a viaggiare verso i prati della Carolina , verso quell'America della tradizione popolare , ma anche la stessa America che sta riscoprendo le sue radici folk.In questo momento il genere folk sta vivendo una nuova primavera musicale , dal successo dei Mumford and Sons per passare ai The Avett Brothers.Stupisce che sia proprio italiano questo duo musicale che è sbarcato da poco in Irlanda , dopo un piccolo tour passando anche per BalconyTv , interessante programma musicale fatto proprio sulle terrazze di alberghi e non solo.Tre anni fa nel 2010 Mark e Lukasz fanno il loro primo album "The Aroostercrats" , live con queste sonorità indie-folk racchiuse in una calda atmosfera da pub irlandese. So che posso essere di parte soprattutto quando scrivo di folk , ma permettetemi un suggerimento: mi sono imbattuto in questo video girato per le strade di Verona "Old Tom Pretty" . Eh già proprio vero , suonano per strada , cosa che in troppi snobbano. Siamo e siete convinti voi tanti artisti italiani che la strada sia roba per musicisti improvvisati o straccioni che chiedono l'elemosina. Non è così per me mi spiace perche' la strada ci può raccontare storie di vita che magari in uno studio professionale, dove si registra un disco per un produttore che poco o niente conosce di musica , non si possono raccontare. E allora se i dischi non si vendono , il mercato è fermo tornate a regalarci live da strada e magari ascoltateli di più gruppi come questo bellissimo duo. Bravi Aroostercrats!!!