VERONA PROG FEST: SPETTRI special guest Stefano Corsi.: Evento musica progressiva il 09 Aprile 2016

VERONA PROG FEST: SPETTRI special guest Stefano Corsi.

Evento musica progressiva

Ugo Ponticiello (voce)
Raffaele Ponticiello (chitarra)
Stefano Melani (organo)
Vincenzo Ponticiello (basso)
Giorgio Di Ruvo (batteria)



Formati a Firenze nel 1964 con una formazione che comprendeva i fratelli Ugo e Raffaele Ponticiello insieme al bassista Giuliano Giunti e al batterista Ubaldo Palanti (poi sostituito da Mauro Sarti, che avrebbe suonato con Campo di Marte e Bella Band), gli Spettri realizzarono alcuni 45 giri tra il 1966 e il 1967, passando poi dal beat degli inizi ad un rock sempre più duro. Il batterista Giorgio Di Ruvo si unì a loro nel 1968, mentre la formazione si stabilizzò con l'ingresso dell'organista Stefano Meloni nel 1970 e di Vincenzo Ponticiello al basso nel 1971.
Il loro repertorio live era basato su cover di brani di Deep Purple, Black Sabbath, Spirit, ma il gruppo cominciò a comporre anche qualcosa di originale, in particolare la suite uscita su disco per la prima volta solo nel 2011 e proposta spesso dal vivo nei concerti tenuti tra Toscana e Lazio.
Composta tra il 1970 e il 71, e registrata nel 1972, la suite, divisa in quattro parti, ha per oggetto la ricerca di se stesso che un uomo fa attraverso una seduta spiritica. Dominato da atmosfere cupe, il suono del gruppo è in stile hard prog, con l'organo e la chitarra in evidenza e, anche se la qualità di registrazione e la produzione non sono di livello professionale, contiene diversi spunti interessanti.
Il gruppo non riuscì a far uscire il disco, continuando a suonare con varie evoluzioni musicali, fino alla recente riscoperta e alla conseguente pubblicazione del disco da parte della Black Widow.

43 anni dopo la registrazione di quel disco, gli Spettri sono tornati con quattro dei componenti della prima formazione oltre al ritorno del batterista Mauro Sarti e al sassofonista Matteo Biancalani per un nuovo album, 2973 La nemica dei ricordi, pubblicato dalla Black Widow nel 2015, un disco di ottimo livello ancora ispirato alle sonorità più dure degli anni 70.