VERONA PROG FESTIVAL 2016: DEUS EX MACHINA + METHODICA: Evento musica progressiva il 30 Aprile 2016

VERONA PROG FESTIVAL 2016: DEUS EX MACHINA + METHODICA

Evento musica progressiva

I Methodica sono attualmente formati da Massimo Piubelli (voce), Marco Baschera (tastiere), Marco Ciscato (chitarre), Paolo Iemmi (basso), Marco Piccoli (batteria) ed hanno esordito nel 2009 con l’album "Searching For Reflections" a cui è seguito l’EP "Light My Fire” nel 2012 che racchiude il loro personale omaggio ai Doors. Negli anni hanno già aperto i concerti di Skunk Anansie, Uriah Heep, Anathema, Pendragon, Marillion e Moongarden affermandosi come una delle nuove realtà progressive italiane più interessanti. Lo scorso 19 luglio hanno aperto il concerto dei Dream Theater al Pistoia Blues Festival. Ora escono con il loro nuovo lavoro, The Silence of Wisdom. Nel nuovo album poniamo l’accento sull’artwork del cd (dotato di un originale booklet verticale) replicato nella versione vinile (VREC168, vinile trasparente): nella cover un albero si staglia su un pessaggio post-atomico a rappresentare il silenzio della saggezza. Ogni ramo racchiude un richiamo alle singole canzoni in un originale rompicato svelato solo all’interno del booklet. Tra gli ospiti dell’album da citare il “growl” di Marta Cicogna in “The Angel Lies Dying” e le chitarre di Gianluigi Scamperle in arte “Perlè” oltre ad un massiccio utilizzo dell’orchestra (una novità rispetto alle precedenti produzioni).

Dopo la intro di Ukiyo-e che fa assaggiare il tono dell’album ci godiamo subito una traccia potente e psichedelica, The angel lies dying è sontuosa e sporca, la ritmica ossessiva si sposa alla perfezione con le note rugginose del cantante. Tagliente e velenosa la seguente J, chitarre acide preponderanti assumono il controllo delle operazioni mentre la voce del singer alza i toni verso l’alto per una canzone di grande impatto. Baroccheggiante e con lunghe parti di prog purissimo la complessa Only blue, un antipasto della lunga ed assolutamente piantata nella tradizione prog, Caged. Lisergica e densa di note e richiami, stop and go, difficile e dettagliata è un brano impegnativo che rispecchia la qualità tecnica della band. La sesta traccia, The Lord of empty spaces è una delle più belle, sognante e lisergica, echi pinkfloydiani come pioggia, a passaggi dolci e lievi fano da contraltare improvvise esplosioni , il tutto conferisce una grande fascino ad una canzone di grande impatto emotivo. Destruction of idols punta in primis sulla progressione di sequenze ritmiche, ipnotica e tesa, i lati sono taglienti e netti, la voce secca, una tonalità quasi drammatica. Dopo la lunga reprise di Ukiyo-e entriamo nella lussureggiante bonus track Firth of fifth, un tripudio di chitarre tirate, distorsioni, incursioni elettroniche delle tastiere, un torrente di note perfettamente miscelate dove il cantante trova i momenti giusti per inserirsi in maniera adeguata per poi lasciare che tutto si spenga in un riff allucinato.

Un album ricco di sfumature, toni e colori si fondono con arrangiamenti, una serie di contaminazioni che unite alla stazza tecnica dei componenti produce un lavoro solido, compatto, di grandissimo piacere nell’ascolto, cosa non da poco di questi tempi. Un viaggio nelle sonorità raffinate del prog dove si inseriscono toni metallici, ma mai preponderanti. Un importante valore aggiunto è la bonus track cover dei Genesis “Firth of Fifth”: un brano che solo pochi possono permettersi di riproporre per magia e complessità. In sintesi siamo di fronte ad un album maturo, dove tutto è curato alla perfezione senza tralasciare nessun dettaglio.

DEUS EX MACHINA:

I Deus ex Machina nascono a Bologna nel 1985, con l'idea di creare una grande opera rock. In questo riuscirono perfettamente: per ben sei anni continuarono ad eseguirla dal vivo, senza però mai effettuarne una registrazione dal vivo. L'opera ebbe grandi consensi dalla critica e questo portò, nel 1991, alla registrazione dell'album contenente l'opera, Gladium Caeli, in coincidenza con un temporaneo ritorno da parte di pubblico e critica a sonorità progressive. L'album mantiene intatto il fascino dell'esecuzione dal vivo, essendo stato registrato “semi-live”. Nel frattempo vi è l'abbandono del batterista del gruppo, Marco Matteuzzi, che viene sostituito da Claudio Trotta. Così i Deus ex Machina continuano la loro carriera e, un anno dopo, esce l'album omonimo, influenzato dall'arrivo del nuovo batterista. In seguito i Deus ex Machina si dedicano all'attività concertistica, ma soprattutto all'elaborazione di un grande progetto che li ha impegnati per due anni. Nel 1994 entrano in studio di registrazione e incidono “De Republica”, album che viene considerato la bandiera del gruppo, in quanto ne esprime la maturità e dimostra le capacità musicali (arrangiamenti, ritmi e armonia) dei sei musicisti, che a questo punto si sono fatti un nome. Da questo momento l'attività concertistica diventa il loro principale scopo: per tre anni si fanno apprezzare in tutto il mondo raccogliendo buone critiche ovunque. Intanto, il 1997 registra l'avvicendamento del tastierista: Fabrizio Puglisi, musicista d'estrazione jazz, entra a far parte della formazione. Dopo questo cambiamento nel 1998 incidono “Equilibrismo da insofferenza”, un album complesso con una più marcata impronta jazz-rock, nel quale compaiono nell'organico pure dei fiati. Dopo un intenso lavoro, nel 2002, incidono “Cinque”, prima uscita per l'etichetta statunitense Cuneiform Records: si tratta di un album più tradizionalmente rock, considerato da molta critica il miglior lavoro della band. Prosegue intanto l'attività concertistica e nel 2008 esce, sempre per la Cuneiform Records il nuovo lavoro, "Imparis", che comprende un cd di brani in studio e live e un dvd registrato dal vivo durante un concerto a Parigi. Nel 2008 il tastierista Fabrizio Puglisi ha lasciato il gruppo per dedicarsi ad altri progetti. Nel 2010 rientra il vecchio ed originale tastierista Luigi Ricciardiello, ma il gruppo subisce una battuta d'arresto dovuta a vicissitudini di carattere personale fra cui la temporanea dipartita di Alberto Piras che resta fuori dalla band per quasi tre anni. Durante il 2013 Piras torna però in forza al gruppo. Nei due anni successivi compongono e registrano brani per il nuovo album in uscita per Aprile 2016 sempre per la Cuneiform e che si intitola "Devoto". Attualmente sono impegnati nell'attività concertistica.