PAOLO SIANI FEAT. NUOVA IDEA-CONCERTO ANNULLATO PER PR0BLEMI DI SALUTE.: Evento musica progressiva il 28 Gennaio 2017

PAOLO SIANI FEAT. NUOVA IDEA-CONCERTO ANNULLATO PER PR0BLEMI DI SALUTE.

Evento musica progressiva

Paolo Siani ft. Nuova Idea – Faces With No Traces
by Marcello Zinno

Moniker per nulla nuovo anche se strano quello che c’è dietro a questo Faces With No Traces. Un nome noto visto che i Nuova Idea ebbero un certo seguito all’inizio degli anni 70 con la loro ricetta fortemente legata al progressive (genere che ai tempi faceva proseliti abilmente), ma strano visto che Paolo Siani è stato tra i fondatori del progetto e che in questo nuovo album targato 2016 ha voluto coinvolgere sia i Nuova Idea sia altri musicisti amici. Difficile quindi capire se si tratta di un progetto solista di Siani o di un revival della sua band d’origine (prima di passare lui all’Equipe 84), difficile anche perché non tutti i brani vedono la sua firma ed alcuni sono composti da altri musicisti e a lui ceduti. Già dal primo ascolto però le idee sembrano chiare: Faces With No Traces è un album completo, per nulla scritto a due mani bensì concepito da diverse menti. Oltre alla consueta (e naturale) matrice progressive c’è anche un forte richiamo alla psichedelia di stampo Pink Floyd, tra effetti e ambientazioni, costruzioni e scelte sonore che ci spingono in un’altra era e che sanno ben catalizzare l’attenzione dell’ascoltatore. In questo è maestra Post War Saturday Echo che deposita anche tonnellate di blues sul suo corso.

Suoni volutamente non moderni caratterizzano questo album e se in alcuni brani, come in Black Angel’s Claws, sembra voler mettere in scena un’opera futuristica ma composta comunque nei seventies che furono; film simile in Three Things e nei suoni cibernetici che sanno però poco di nuovo. In altri passaggi il sapore retrodatato è un po’ troppo forte e rischia di risultare interessante solo agli estimatori di quella scena con almeno 40 primavere alle spalle. Lo stesso “effetto altalena” lo proviamo in quanto a scelte compositive: Free The Borders è un brano pienissimo di sfumature con delle parti ritmiche ballabili (forse fuori ambito), delle parti strumentali lente in stile primi Genesis, delle influenze orientaleggianti, dei cori di buona fattura anche se un po’ scollate dal resto e un sax caldo e coinvolgente. Meglio l’hard rock di Rockstar che strizza l’occhio ai vecchi Deep Purple senza dipendere da tecnicismi collocati per avere tutti i riflettori puntati, un brano questo che dimostra coerenza, passione per il rock e che spicca anche in un album che parla un’altra lingua.

Un lavoro spesso, elegante e relativamente multiforme. Un lavoro che conquista spazio con l’obiettivo di omaggiare un certo modo di comporre e suonare musica.