ERIC BIBB apre Blues Quartet: Evento Blues il 25 Febbraio 2011

ERIC BIBB apre Blues Quartet

Evento Blues

Non abita più a New York; come tanti artisti americani che non riempiono gli stadi ha scelto adesso di vivere in Europa, tra Londra e Parigi, come ha detto Giamprimo Zorzan nell’introdurre Eric Bibb prima del suo concerto a Villa Venier. E anche idealmente, la poetica di Bibb guarda più alle ombre e agli spettri che ancora si agitano sul Mississippi Delta, che all’incessante frastuono metropolitano di New York, dove pure è nato ed ha vissuto per molti anni. Quel Mississippi Delta che fa in particolare da sfondo all’ultimo lavoro di Bibb, Booker’s Guitar, così intitolato perché Eric è venuto recentemente in possesso di una chitarra National Vintage Steel Delphi in passato posseduta da un leggendario bluesman di quella zona, Bukka White, cugino più anziano di B.B.King.
A Villa Venier, per la prima delle due serate di “New York Stories”, Bibb ha confermato ancora una volta la sua capacità - virtà concessa a pochi - di sostenere senza la minima caduta di tono un recital in totale solitudine, voce e chitarra, proprio come i vecchi padri del blues, con i quali lui a più riprese dichiara la sua ‘connessione’. Ma, appunto, la poetica di Bibb non è un ricalco, un omaggio statico e nostalgico ad un mondo che non c’è più, fatto di sofferenze, privazioni e sfruttamento (la regione del Delta è ancora tra le più povere e derelitte degli Usa).
Anche perché lui è nato e cresciuto in un ambiente colto e sofisticato, quello che negli anni ’60 ha avvicinato, nella stagione del Movimento per i diritti civili, neri e bianchi, e le loro rispettive tradizioni popolari, segnatamente blues e folk. Bibb, dotato di una vocalità calda ed espressiva (che spesso ricorda quella di J.J.Cale), e di eccellente tecnica chitarristica (niente a che fare con l’idea dello strumentista ruvido e approssimativo), ha preso in mano il testimone di entrambe tali tradizioni, che gli hanno fornito un solido senso di appartenenza e identità senza ostacolarne però un percorso da songwriter personale ed attuale.
E così il suo set mescola composizioni originali nuove di zecca , e classici come Stagger Lee o la meravigliosa Wayfarin’ Stranger, senza soluzioni di continuità, in perfetta armonia tra ieri e oggi.
Il concerto di questa sera sarà aperto da un interessante trio blue veronese composto da Lorenz Zadro alla chitarra, Walter Consalvi alla chitarra e voce, Guido Perlini all'armonica e Matteo Vallicella al contrabbasso.